GOTHIC AREA



Lentamente muore
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.
(P. Neruda)
NEBBIA
Nascondi le cose lontane,
tu nebbia impalpabile e scialba,
tu fumo che ancora rampolli,
su l'alba,
da' lampi notturni e da' crolli
d'aeree frane!
Nascondi le cose lontane,
nascondimi quello ch'è morto!
Ch'io veda soltanto la siepe
dell'orto,
la mura ch'ha piene le crepe
di valeriane.
Nascondi le cose lontane:
le cose son ebbre di pianto!
Ch'io veda i due peschi, i due meli,
soltanto,
che dànno i soavi lor mieli
pel nero mio pane.
Nascondi le cose lontane
che vogliono ch'ami e che vada!
Ch'io veda là solo quel bianco
di strada,
che un giorno ho da fare tra stanco
don don di campane...
Nascondi le cose lontane,
nascondile, involale al volo
del cuore! Ch'io veda il cipresso
là, solo,
qui, solo quest'orto, cui presso
sonnecchia il mio cane.
The king & The Queen
Scrivere è mettere in ordine (Ingeborg Bachmann, In cerca di frasi vere, 1989) Sopra tavola di Luis Royo
Il realismo come pratica artistica è comunque forma conscia (o inconscia) di giudizio critico sul presente, sulle condizioni e contraddizioni su cui si fonda, sulle sue prospettive o sulle sue alternative possibili, o anche sulle speranze sognate:realismo è, o dovrebbe essere oggi, soprattutto opporsi al tramonto del senso delle cose. (Vittorio Gregotti, L’architettura del realismo critico, 4^ di copertina, 2004)
Un mondo è una totalità di senso (...) un posto che rende possibile esserci.
Un mondo è, almeno potenzialmente, qualcosa di simile ad un’opera d’arte, è il luogo comune di un’insieme di luoghi, di presenze e di disposizioni per dei possibili aver luogo.
(Jean-Luc Nancy, La creazione del mondo, o La mondializzazione, 2002)
Il reale non è nulla in senso assoluto; esso ha l’essenzialità di qualcosa che per principio è soltanto intenzionale.
(Edmund Husserl, Idee per una fenomenologia pura, 1913)

Nata il 25.10.1982 Victoria Francés è senza dubbio l’Artista emergente di maggior talento tra gli illustratori del nuovo millennio. Affascinata dai boschi galiziani ne ha saputo trarre spunto per riconsiderare le leggende gotiche attraverso un tratto che pur prendendo spunto dal classico ha un tratto oltre modo moderno e innovativo.
In libreria i suoi Favole (1-3). Visita il suo sito http://www.victoriafrances.es/; oppure vai su http://images.google.it/images?q=victoria%20frances&hl=it&um=1&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sa=N&tab=wi
per guardare le sue illustrazioni. Garantisco agli amanti del genere molta soddisfazione. E’ veramente molto brava.



guggenheim
Ciò che è bello è arte.
Tutto ciò che al suo sguardo ci fa perdere il fiato è arte.
Ma è arte anche tutto il lavoro, la fatica, il genio e lo studio del progetto che ne ha consentito la sua realizzazione.
L’uomo costruisce ponti, grattacieli e altre opere di ingegneria, che apparentemente sfidano Dio.
Invece, altro non sono che la prova dei doni che la natura ha dato all’uomo. Quello stesso uomo che utilizza e mescola le regole del pianeta per creare a sua volta ciò di cui ha bisogno per superare gli ostacoli, per percorrere con maggiore facilità dei percorsi, per superare i problemi dello spazio e del tempo. L’ingegneria è strettamente legata al tempo e per questa ragione anche alla storia.
“ Lo scopo dell’arte è rendere la gente libera, quindi l’arte per me è la scienza della libertà”
[ERRORI E OMISSIONI P. GOLDSTEIN, P. 307]
ARTE ES CULTURA